La storia ripercorre "Cuore di Tenebra" di Joseph Conrad o se preferite "Apocalipse Now" di Francis Ford Coppola.
Questa volta non ci sono le giungle del vietnam o dell'Africa, a fare da sfondo alla storia, ma la giungla metropolitana di Dubai. Purtroppo non si tratta della Dubai da cartolina, meta di vacanza per tanti ricchi, ma di una città sconvolta da una tremenda tempesta di sabbia che a posto fine a ogni briciolo di civiltà.
Gli sviluppatori non solo hanno creato un buon sparatutto in terza persona, anche se qualche pecca c'è qui è là, ma hanno creato sopratutto un atmosfera e un esperienza che rimarranno indelebili.
Rimanette sconvolti ogni volta che girerete un angolo, quasi affascinati dall'orrore che gli sviluppatori hanno saputo così ben raccontare. Vi renderete subito conto che non è qualcosa di messo lì tanto per far discutere, ma è lì per accompagnare il giocatore nel suo viaggio.
Ed è proprio il viaggio l'aspetto fondamentale del gioco, una lenta discesa all'inferno, non quello metafisico, ma quello che cova nel cuore di tutti gli uomini.
